Critics

"Chi scia sa volare" - L‘arte che ha scolpita dentro la musica dello sport

“ CHI SCIA SA VOLARE ” : 

L‘arte che ha scolpita dentro la musica dello sport 

Chiedere ad Angelo Morucci e Mario Venturini, uniti nell’acronimo “MVartindesign” ( binomio di artisti che l’hanno prima ideata e poi “vivificata”con la loro forza esecutiva ), il perché di tanti materiali di pregio nel realizzo della scultura “CHI SCIA SA VOLARE”, sarebbe come si fosse chiesto a Michelangelo la ragione per cui i suoi capolavori prevedevano esclusivamente il marmo delle Cave di Carrara, quale materia prima da scolpire. 

C’è sempre stata la ragione di una “somma dignità” fra le logiche che hanno ispirato certe scelte d’Arte. 

Il fatto che alcuni movimenti artistici contemporanei adottino “componenti poveri” nella loro attività, non significa che applicarsi su materie di alta caratura, abbia significati diversi. 

Se il Buonarroti s’imponeva che il suo “DAVID” o “LA PIETA’” assolvessero con il massimo livello di qualità all’importanza delle commesse ricevute, destinate peraltro all’immortalità, non di meno i nostri autori hanno sottovalutato la valenza della manifestazione, di cui la scultura è simbolo e tessuto ispirativo: i prossimi “Mondiali di sci nordico” in Val di Fiemme. 

Acciai ad alta resistenza e leghe di alluminio d’impiego aeronautico o automobilistico sportivo, ac-corpati con le fibre di carbonio, sono stati plasmati dai due maestri in una visione realistica ed ete-rea nel contempo. 

La curvatura e la tridimensionalità delle linee consegnano una volumetria dalla distinta lettura, ”preziosa” proprio perché ha il significato dello sport quale nucleo accentratore dei fermenti di pace e integrazione: unico antidoto all’attuale decadenza che ricatta il nostro futuro. 

A lato di essa “discendono” tre atleti, incontrando nello sforzo competitivo quell’eleganza artistica che determina in proprio lo stile e la caratura del manufatto scultoreo. 

Materiali aristocratici per definizione, incoronati nella lucentezza dalla finitura, ottenuta con polveri diamantate ( nessuna saldatura ne trattamenti galvanici a semplificare il lavoro ) aggregano la complessità della struttura con la semplicità dell’usufrutto visivo. 

Al centro poi la “cassa di risonanza” in abete selezionato della Val di Fiemme, ideata da Fabio 

Ognibeni ( Opere sonore ) , è magico amplificatore di suoni inimitabili, omaggiati nei secoli dagli “Stradivari” e dai “Guarneri del Gesù” costruiti con lo stesso legno natio della valle. 

Armonie uniche, per trasferire note ( e commozioni ) non solo all’udito , ma in comunione con gli altri sensi, a tutta la percezione umana ed al cosmo ambientale che la contiene. 

Esecuzione di alto standard quindi, interfacciata fra il dovere di celebrare la Val di Fiemme tradizionale ( inventariandone i titoli di ecologia, di culture integrate e di storia millenaria ) e la realtà attuale, con la capacità ben evidenziata di sapere organizzare i mondiali nel modo migliore. 

Oltre a quella poi di esibirla come culla di ospitalità per un turismo moderno e pluristagionale, che premierà le doti autoctone della Valle stessa. 

“CHI SCIA SA VOLARE” : risultato di abilità artistica fuori dal comune quindi, che onorerà le capacità dell’atleta migliore della competizione, ma che resterà pure come museografica testimonianza dei meriti degli artisti realizzatori, determinati nella sua fattibilità. Simbiosi rara di bellezza e di significati, così limpidi e trasparenti da estrarre ammirazione, condita di gratitudine. 

“Chi scia sa volare” scultura – pezzo unico n. 9 esemplari come da legislazione in materia.

 

Maurizio Quartieri



Scarica il manifesto in PDF